sabato, ottobre 26, 2013

Ricordare

Per riprendere il filo di questo blog abbandonato, ho cominciato a leggere i vecchi post. Mai l'avessi fatto! Gocciolano tristezza e malinconia e pessimismo peggio o meglio della tradizione baudelairiana.
Mai un sorriso. Ma un battito di leggerezza. Eppure io non sono mai stata solo questo. Amo le risate, amo il sole, amo gli amici. Amo i fiori, soprattutto se ancora attaccati al loro stelo.
Amo conoscere, imparare, ballare, urlare, cantare... amare.
Un tempo, quando ero giovanissima, credevo che non si potesse fare a meno di ricambiare chi ti amava. Stranezze della mia mente di bambina
Ne ero così convinta che aspettavo qualcuno che mi salvasse dalla mia solitudine giusto in questa modalità di di reciprocità essenziale d'amore.
Persino ora, che scrivo seduta sul mio letto enorme usando il mio vecchio portatile, analizzo quel curioso pensiero bambino e ne cerco le radici.
Mi sovviene il ricordo dei miei amori. Ricordi lievi e lontani: sono tali perché ormai li tengo a bada, grazie agli anni che me ne separano. Non sono mai stata un'amante lieve.
Sono un vento terribile se mi innamoro. Forse questo mio modo di essere ha spaventato. Forse semplicemente ero un vento che spegneva il fuoco appena acceso, senza nutrire la pazienza di dare il tempo minimo istituzionale perché la fiamma si stabilizzasse.
In questo forse ho sbagliato. Poco importa ora, io credo. I ricordi sono comunque belli e forti. Caldi. Intensi. Ne provo quasi nostalgia... nostalgia perché vorrei provare di nuovo quell'anelito d'infinito che l'amore ti dona. L'inganno sublime del dio Eros.

Lassù, da qualche parte